IL TORNEO DEI QUARTI E DELLA PERDONANZA DI CELESTINO V
In una cartolina la rievocazione di una vicenda storico-religiosa
Nel 1999 la città dell’Aquila ospitò un quadrangolare con le nazionali delle Figi, Spagna, Uruguay ed Italia denominato il Torneo dei Quarti, mescolando il Rugby con le sue tradizioni civili e religiose, per ricordare il 705° anniversario della “perdonanza celestiniana”. I quarti altro non sono che i quartieri della bella città abruzzese: San Giusto, Santa Maria Paganica, San Pietro e San Marciano. Unendo il sacro al profano si diede vita a varie iniziative quali rappresentazioni teatrali, musicali, di animazione per bambini ed adulti, nel centro storico (messo duramente alla prova dal recente terremoto). Evento principale fu il corteo della “bolla papale” e l’apertura della porta santa con la lettura proprio della bolla di Papa Celestino V e con l’arrivo alla splendida basilica di Santa Maria di Collemaggio (anch’essa, come tanti altri monumenti ed abitazioni civili, oltraggiata dal fenomeno sismico). Celestino V, al secolo Pietro Angeleri, abbracciò la regola benedettina per sviluppare la sua vocazione ad una vita contemplativa. Arrivato all’Aquila nel 1279, volle la costruzione della chiesa di Collemaggio, consacrata poi nel 1288. Fu eletto all’unanimità il 192° Papa con il nome Celestino V il 29 agosto 1294. Concesse l’indulgenza plenaria alla sua città ed ai pellegrini, con la quale li assolse sia dalla colpa che dalla pena. Infatti sino ad allora le indulgenze contemplavano solo la liberazione dalla colpa, ma non dalla relativa pena!! Vicende politiche lo spinsero, dopo solo quattro mesi, a compiere quello che sarebbe poi stato ricordato come il gran rifiuto, compiuto con le dimissioni da Papa il 13 dicembre 1294 e così motivate: “Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e desiderio di migliore vita, per obbligo di coscienza oltre che per la scarsità di dottrina, la debolezza del mio corpo e la malignità della plebe, alfine di recuperare con la consolazione la quiete della vita di prima, la tranquillità perduta, abbandonò liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all’onore ed all’onere che esso comporta, dando sin da questo momento al Sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere di un Pastore, secondo le leggi canoniche, la Chiesa Universale” Finisce così la vicenda storico-religiosa ed inizia quella sportiva nella quale primeggiarono le Isole Figi vincendo tutti e tre i rispettivi incontri. Esse erano allenate da Brad Johnston (già all’Aquila giocatore per due stagioni e futuro coach dell’Italia). Grande squadra a VII, poco disciplinata a XV, aveva grandi mezzi fisici ma poca testa. Johnston la disciplinò, facendone una delle migliori nazioni al mondo e crescendo grandi giocatori come il famoso Waisale Serevi, centro del Suva, rfc delle Figi. Spagna ed Uruguay comprimarie, l’unica rivale era l’Italia guidata dall’aquilano Massimo Mascioletti, fu sconfitta sull’erba del Tommaso Fattori (primo sito destinato a raccogliere le tende per i terremotati). La squadra era rivoluzionata con i nuovi eleggibili ed i “vecchi” della gestione Coste. Il risultato fu 50 a 32 con mete di Pucciariello e Checchinato. L’Italia superò poi l’Uruguay per 49 a 17 – con due mete di Vaccari e Roselli ed una di Saviozzi, Stoica e Pini – e la Spagna per 42 a 11 – con mete di Stoica, S.Ceppolino, Troncon, Caione, Masi e G.Mazzi.
Mauro Fruggeri





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